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Rassegna Stampa

Pubblicato il 13 maggio 2014 | da waylog

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Le intercettazioni costano. Ma lo Stato si fa lo sconto

Articolo comparso sul quotidiano ‘La Provincia’ giovedi’ 16 maggio 2009

Lettera ai creditori: «Paghiamo chi si autoriduce il conto»

Che fenomeno lo Stato. Non bastava ritardare di mesi (anzi, di anni) il pagamento dei debiti contratti per effettuare qualche secolo di intercettazioni telefoniche. Ora che finalmente si è deciso a saldare, il ministero ha varato anche l’«auto sconto», iniziativa ben documentata in una circolare inviata dalla Procura generale presso la corte d’Appello di Milano a tutte le società di noleggio degli apparati di intercettazione.

Nella lettera, che reca come oggetto i «debiti pregressi per spese di giustizia», si spiega che le società intenzionate ad avere il pagamento immediato delle prestazioni «liquidate e iscritte nell’anno 2008», dovranno far pervenire una dichiarazione unilaterale di rinuncia: «L’atto di rinuncia – sempre per citare testualmente – dovrà essere formalizzato per iscritto dal rappresentante legale della società o da persona da questi delegata e dovrà contenere in maniera espressa la dichiarazione di rinuncia al 10% del credito liquidato ed iscritto nell’anno 2008 nel registro delle spese pagate dall’Erario nonché alla totalità degli interessi maturati e maturandi».

Questo sensazionale «auto-sconto» è il rimedio negoziato con le tre principali società nazionali di noleggio (Sio, Rcs e Area), le stesse che nelle scorse settimane avevano minacciato di disattivare tutti i server che mantengono attivi i dispositivi di intercettazione antimafia e anti-terrorismo.

«Noi? Beh – dice Luca Ganzetti della Waylog, la società comasca che lavora per conto della Procura e che per conto della Procura ha collaborato a inchieste “celebri”, a partire da quella sulla strage di Erba – Noi saremo costretti ad accettare di decurtarci i ricavi perché è evidente che non farlo significherebbe perdere per sempre soldi che ci servono per lavorare…».

Garanzie? L’auspicio degli operatori è che questa sia davvero la volta buona, ma di certo non c’è nulla davvero. «Questo ufficio – conclude la procura generale nella sua comunicazione – sulla base delle richieste presentate dalle singole società provvederà a rideterminare il credito vantato da ciascuna società e a chiedere lo stanziamento dei fondi entro il 15 luglio al ministero». Poi si vedrà.
St. F.

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